A cosa serve la Vitamina D

A cosa serve la Vitamina D: il sole e la tecnologia al servizio del benessere

Il nostro organismo necessita di numerosi nutrienti ed elementi per poter funzionare in modo armonioso ed efficiente.

Tra questi, una delle sostanze più importanti e spesso sottovalutate è la Vitamina D. Chiamata anche “La vitamina del sole”, essa è essenziale in numerosi processi vitali, primo fra tutti la calcificazione ossea, ma è in grado di agire positivamente anche su cuore, muscoli, polmoni e sulla proliferazione cellulare. La sua mancanza può provocare disturbi significativi al nostro organismo, come debolezza cronica e fragilità ossea (osteoporosi).

Come si assume la Vitamina D?

L’assunzione di vitamina D può avvenire per via orale attraverso gli alimenti, ma purtroppo questa via è spesso insufficiente per coprire il fabbisogno giornaliero. Si stima, infatti, che l’80% della vitamina D si ottenga normalmente tramite una corretta esposizione ai raggi ultravioletti.

Il sistema più efficiente per favorire la sintesi della vitamina D da parte del nostro organismo è quindi l’esposizione ai raggi UV. Questi, sia che provengano dal sole sia che arrivino da fonti tecnologiche, stimolano la pelle nella produzione endogena di questa preziosa sostanza.

Un cenno storico: L’invenzione delle lampade ad ultravioletti, oggi evolute e utilizzate a fini estetici e di benessere, è avvenuta originariamente in Germania. Lo scopo era proprio quello di ovviare al problema della scarsa esposizione al Sole e della conseguente mancanza di vitamina D nei bambini, per prevenire disturbi ossei come il rachitismo.

Di quanta Vitamina D ha bisogno il corpo umano?

Il fabbisogno di Vitamina D non è costante nel tempo e varia in base all’età e allo stile di vita. Le quantità indicative giornaliere suggerite dalle principali linee guida nutrizionali sono:

  • Neonati (fino a un anno): 400 UI

  • Bambini e Adolescenti: 600 UI

  • Adulti: 600 – 1500 UI

  • Anziani: 1500 – 2300 UI (con l’avanzare dell’età, la pelle perde progressivamente la capacità di sintetizzare la vitamina, rendendo necessario un apporto maggiore).

(Nota: 1 UI = 0,025 mcg)

I rischi della carenza

La carenza di vitamina D può portare a diversi disturbi. Se nell’infanzia il rischio principale riguarda lo sviluppo scheletrico, in età adulta bassi livelli di questa vitamina sono spesso associati a ipertensione, asma e una marcata debolezza del sistema immunitario.

La ricerca scientifica sta inoltre indagando le correlazioni tra la carenza di Vitamina D e l’incidenza di patologie complesse come il diabete di tipo 1, la psoriasi, la dermatite atopica e lo sviluppo di alcune forme tumorali. Infine, un sintomo molto comune della carenza è l’affaticamento cronico, l’insonnia e una sensazione di stanchezza generale.

Quanta esposizione serve per essere in salute?

Una dieta mediterranea equilibrata fornisce mediamente circa 300 UI al giorno di vitamina D. È evidente che il resto debba essere integrato tramite l’esposizione ai raggi UV.

Il Sole, se non filtrato da vetri e creme a schermo totale, può fornire sufficiente vitamina D se ci si espone per almeno 15-20 minuti al giorno, almeno 4 volte la settimana. Tuttavia, durante i mesi invernali o per chi lavora al chiuso, questo non è sempre possibile.

Qui entrano in gioco le macchine abbronzanti professionali: grazie a una tecnologia controllata, permettono di stimolare la produzione di Vitamina D in totale sicurezza e relax. A seconda del fototipo e della tipologia di macchina, 2-4 sedute al mese sono generalmente sufficienti per mantenere livelli ottimali e un colorito sano tutto l’anno.

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